Now Playing Tracks

frenchtwist:

via foxesinbreeches:

Saltwater by Dan Estabrook, 2007 (from At Sea series)

Also

Le fantasie abitano la mente, si diramano nel corpo con elettrica potenza e devastante scompenso, le fantasie diventano istantanee, si fanno realtà carnale e poi intreccio  che porta sempre con se una speranza.

Quanto sia inutile, quella speranza si comprende solo dopo, tardi, abbandonati a una disperazione di cui si conosce l’inizio, e la possibile folle permanenza nella propria vita di residui, di gesso, di pezzi di cartone dismessi, e polvere e follia in piroette d’argento, quanto sia inutile si comprende quando  i gesti della passione semttono di essere carichi di gravità, avvolti di stupito bisogno.

Francesca Mazzucato

touchn2btouched:

Ziegfeld models by Alfred Cheney Johnston

A Villefrance-sur-mer oggi, ho comprato una collana somigliante, lunga e sontuosa. degli anni 50. Indossarla, su una scollatura da oltraggio, mi fa sentire una regina, mi modifica l’umore, ogni perla carezza la mia pelle, su ogni perla la luce riflette giochi del passato e promesse del futuro.

E ancora. Emozioni lasciate sospese si rivelano ( spudorate) . La domanda a Villefrance “Quando torna da sola?”

Me l’ha fatto uno degli uomini più belli che abbia mai incrociato, incontrato, conosciuto.

Posso scegliere. so anche quando posso tornarci [fine stesura, per quella pace e quei panorami e quella promessa]

Lo conoscevo prima di conoscere Andrea.

Mi erano passati fra le dita i delicati complimenti, quella maniera di essere oltraggiosamente bello come solo in Francia si può essere.

Chissà.

Un danno l’ho subito. La ferita-scritta-riemersa, riscritta ha segnato un indelebile cambiamento

Adesso, per gli anni in cui ancora riuscirò ad esercitare quel magnetismo che conosco, riservato a momenti speciali, a contatti speciali, non crederò mai più che possa essere un destino. amore. predestinazione. Quella cosa di una notte blu. Mai.

Sarà molto meglio, il taglio avrà un senso.

Ce l’hanno sempre



m-as-tu-vu:

Précipitation .. soudaine et giboulée .. ^*^

Quello che non c’è. sul mio collo, le tue mani. Quello che mi torna in mente, la loro spinta, tutto quel piacere, immenso e devastante. Quello che non c’è. quel passato che la memoria trasfigura. Che accadeva nella città dove aspetto di tornare. Che mi uccideva di emozione, di vitalità, di lacrime e di voglia.
Francesca Mazzucato
Zoom Info
Camera
Fujifilm FinePix S5200
ISO
400
Aperture
f/3.2
Exposure
1/60th
Focal Length
6mm

m-as-tu-vu:

Précipitation .. soudaine et giboulée .. ^*^

Quello che non c’è. sul mio collo, le tue mani. Quello che mi torna in mente, la loro spinta, tutto quel piacere, immenso e devastante. Quello che non c’è. quel passato che la memoria trasfigura. Che accadeva nella città dove aspetto di tornare. Che mi uccideva di emozione, di vitalità, di lacrime e di voglia.

Francesca Mazzucato

(Source: shrbr)

Una domanda, intanto.

Chissà chiamando così questo tumblr, quanto pensavo di scrivere. Tanto. E scrivo infatti, vivo meno, vivo male a volte, altre volte trovo beneficio nell’indulgenza del tempo, in qualche momentaneo artificio.Parziali sussulti. Cose. Non mi permettono di dimenticare quello che ho perso. No.

Non mi permettono di dimenticare la domanda cruciale che si pone la scrittriceCatherine Guillebaude nel suo magnifico libro “Amants”
“Elle se demandait parfois où poser leur amour”. E a quella domanda io non ho voluto e mai potuto rispondere e ho preferito sbaragliare, rovesciare, lasciar andare, creare quel caos che sentivo dentro, ogni volta, ad ogni abbandono. Intanto, è passato il tempo, il tempo crudele di un parto difficile, il tempo di un’elaborazione impossibile, il tempo di qualche progetto, di un nuovo incontro, nello stesso luogo, senza vero entusiasmo, pacato e lento, di colore e di scambi,sul bilico di usuali incomprensioni e di vicinanze fatte di notti, alcoliche solo in un senso perché io non bevo piùà.

Intanto, è arrivato il tempo di nuovi progetti ( e gli spazi esteriori si somigliano o sono gli stessi, ma i progetti si arrampicano su forme infinitamente attraenti) e anche il tempo di imprevedibili somiglianze, che rendono a volte meno implacabili quelle ore che temo, le ore del tardo pomeriggio, nell’indolenza dell mezzopieno mia raggiunto, le ore della sera, e possono ri-trovarsi colonne sonore, come perle trasparenti, a formare cose che non si portano al collo, ma va benissimo lo stesso.

Intanto, qualcosa adagio si placa. Poi torna. E accadrà che tornerà in parte, e dovrà prima o poi essere lasciato andare, scivolare via fra le righe e le parole.  Con un sospiro, che è poi il tempo che ha avuto, il tempo che è stato.

showslow:

Underwater Girl, by Jacob Sutton.

Nella penombra, nel vapore, fra desideri friabili, spezzati,impossibili,( vieni con me, a Parigi? Dove sei?)

Con struggenti colonne sonore, senza scampo anch’esse, aspettando che le labbra smettano di essere randage, raminghe, vagambonde inquiete, irrequiete nella provincia perduta,  non più e non sempre orfane, ma portatrici di tanto dolore, che si socchiudono, in svendita, si socchiudono per accogliere senza voglia, senza desiderio, tanto per.

Si socchiudono, accolgono mimando, con così tanto dolore in ogni momento, che, dopo, rimangono  sospese, inutilmente abusate, merce di scarto, indiscutibile emblema di un niente diventato briciole, di un appagamento inesistente, rappresentazione del danno  subito,ì.

Si va avanti cercando un simultacro di senso, sorriso solo forzato, con la stessa forma della crepa nel cuore.

Francesca Mazzucato

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