Underwater Girl, by Jacob Sutton.
Nella penombra, nel vapore, fra desideri friabili, spezzati,impossibili,( vieni con me, a Parigi? Dove sei?)
Con struggenti colonne sonore, senza scampo anch’esse, aspettando che le labbra smettano di essere randage, raminghe, vagambonde inquiete, irrequiete nella provincia perduta, non più e non sempre orfane, ma portatrici di tanto dolore, che si socchiudono, in svendita, si socchiudono per accogliere senza voglia, senza desiderio, tanto per.
Si socchiudono, accolgono mimando, con così tanto dolore in ogni momento, che, dopo, rimangono sospese, inutilmente abusate, merce di scarto, indiscutibile emblema di un niente diventato briciole, di un appagamento inesistente, rappresentazione del danno subito,ì.
Si va avanti cercando un simultacro di senso, sorriso solo forzato, con la stessa forma della crepa nel cuore.